Non ho molto da raccontare, ma una poesia da condividere, che rigira in testa da giorni, di un poeta così fuori stagione, Attilio Bertolucci, forse un viandante della poesia; in quei versi l'inverno sta per finire.
L'estate sta per iniziare, eppure non è nelle mie corde. Sarà la pioggia, ma anch'io da un po' di giorni vorrei vagabondare, non so bene dove andare, eppure so che afferrerei una mano e mi lascerei portare via...
L'estate sta per iniziare, eppure non è nelle mie corde. Sarà la pioggia, ma anch'io da un po' di giorni vorrei vagabondare, non so bene dove andare, eppure so che afferrerei una mano e mi lascerei portare via...
Quant'è che piove?

Portami con te
Portami con te nel mattino vivace
le reni rotte l'occhio sveglio appoggiato
al tuo fianco di donna che cammina
come fa l'amore,
sono gli ultimi giorni dell'inverno
a bagnarci le mani e i camini
fumano più del necessario in una
stagione così tiepida,
ma lascia che vadano in malora
economia e sobrietà,
si consumino le scorte
della città e della nazione
se il cielo offuscandosi, e poi
schiarendo per un sole più forte,
ci saremo trovati
là dove vita e morte hanno una sosta,
sfavilla il mezzogiorno, lamiera
che è azzurra ormai
senza residui e sopra
calmi uccelli camminano non volano.

Portami con te
Portami con te nel mattino vivace
le reni rotte l'occhio sveglio appoggiato
al tuo fianco di donna che cammina
come fa l'amore,
sono gli ultimi giorni dell'inverno
a bagnarci le mani e i camini
fumano più del necessario in una
stagione così tiepida,
ma lascia che vadano in malora
economia e sobrietà,
si consumino le scorte
della città e della nazione
se il cielo offuscandosi, e poi
schiarendo per un sole più forte,
ci saremo trovati
là dove vita e morte hanno una sosta,
sfavilla il mezzogiorno, lamiera
che è azzurra ormai
senza residui e sopra
calmi uccelli camminano non volano.
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