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giovedì 23 ottobre 2008

le origini di una delle capponcine..

L'orgoglio del barese d.o.c. (che risate..)

1. Beve solo ed esclusivamente Peroni da tre quarti (e lotta contro la diffusione della Dreghèr da 33 o della Raffo tarantina).

2. Ha mangiato almeno una volta i frutti di mare sul porto (contrastando la concorrenza sleale della costa di San Giorgio): in particolare, si esibisce nel risucchio di ricci o taratuffi.

....e ancora:

1: All'estero, ha gridato almeno in un ristorante la mitica frase Giovane, spacchi due cozze.

2: Almeno una volta nella vita è finito in ospedale per il tifo, e gli stadi non c'entrano nulla.

3. Riconosce come sport ufficiale il Gioco della birra, anche se gli tocca fare il sott.

4. Si riconosce dai gadgets della auto: santino di Padre Pio, sciarpa del Bari e stemma della società accanto alla targa.

5. Da '90 al '95 ha fatto almeno un abbonamento al San Nicola.

6. Ha le maglie di Igor Protti, David Platt e Joao Paulo.

7. Se di sesso femminile, ha partecipato almeno una volta alla nottata delle zitelle nella Basilica di San Nicola.

8. Consuma abitualmente (o lo ha fatto perlomeno una volta) sgagliozze e popizze, altrimenti le vende.

9. Conosce a memoria tutte le canzoni di Toti & Tata e le trame delle loro sit com. Sa tutte le battute di Solfrizzi in Selvaggi.

10. Ha visto con commossa partecipazione tutte le puntate de Le Battagliere.

11. Ha come profeta Gianni Ciardo, e scambia i suoi detti (sopra alla nonna o abbasso alla commara?) per il Bignami.

12. Ha fatto almeno un bagno a Pane e Pomodoro, contraendo in un sol colpo ebola, malaria e febbre gialla, ma soprattutto affrontando l'impresa con la stessa fermezza con cui un induista fa le abluzioni nel Gange.

13. Si esprime in un linguaggio comprensibile solo dai suoi simili: usa cadenzialmente interiezioni tipo Moh e ch cous, Mataux, e sottili metafore come Vai a rubare a San Nicola o Ne hai fritti di polpi.

14. Compra la Gazzetta del Mezzogiorno, ma la usa solo per foderare la cuccia del cane o la gabbia del canarino.

15. A distanza di decenni è ancora convinto che Business serva a tappezzare la macchina quando ci si infratta.

16. Usa passare la domenica mattina dilettandosi nella sacra arte dell'arricciamento del polpo.

17. Consuma periodicamente panini alla chitemmurt o chitestramurt daipanemmerda, o i panzerotti al cofano.

18. Riconosce come piatto nazionale le orecchiette alle cime di rapa, che consuma almeno una volta a settimana.

19. Ha assistito almeno una volta ad uno scippo a Bari vecchia.

20. E' stato sfiorato più di una volta dal pensiero di comprare un appartamento a Punta Perotti.

21. Il grado di pericolosità di un barese si racchiude in un monito: IAPRL'ECCHJ...

22. Ogni padre barese aspetta il momento giusto per dire al figlio: ti devo imbarare e ti devo perdere...

23. Se ti chiami Nicola, esistono notevoli probabilità che tu abbia origini baresi.

23.bis Se quando ti presenti col solito Piacere, Nicola ti senti rispondere Questa è la mano e questa è la ciola, allora ti trovi di
fronte ad un barese.

24. Ogni cuoca barese conosce una sola certezza: La mort d'u pulp iè la cpodd.

25. Quando segna a calcetto, costringe la sua squadra ad esultare col trenino.

26. Conosce la Prefettura in quanto palazzo del piazzale dei Battiti live. Per il barese un po' più elevato, la Prefettura è il palazzo accanto al parcheggio del Piccinni.

27. E' FERMAMENTE convinto che Se Parigi avesse lu mèr sarebbe come una piccola Bèr. E lui a Parigi non ci è mai stato.

28. Se un inglese gli scrive Kiss so love me, si guarda intorno per capire chi ha fottuto le uova dell'inglese.

29. Può vantarsi di aver indossato negli anni '90 la mitica tuta acetata.

30. Parcheggia in seconda fila ANCHE con la bici.

31. Se negli anni '90 era un bambino, è cresciuto con la convinzione che esistessero davvero bambini come Cosè Cosè.

32. Il vero barese CANOSH A SADDA'MM!

33. Nonostante il Bari in B, il Petruzzelli ancora in rovina, gli autoradio che spariscono, i parcheggi che sprofondano... ha ancora il coraggio di cantare: Cuss addo stam iè u megghj paise.

mercoledì 3 settembre 2008

vieni a ballare in puglia

Franci, ma perché non torni mai a casa d'estate? Ma, sai, preferisco tornare in primavera, in autunno, fuori stagione, fuori i vacanzieri dalle scatole, quando tutto è così com'è, nel bene e nel male.. 
Sospese le danze della taranta, provare a capire..

lunedì 1 settembre 2008

quel modo strano..

.. ricordo una mini sgangherata, un caro amico con la testa chissà dove, al di là delle nuvole.. e poi una sera come tante o forse no, una sera d'agosto e come sempre mille, mille cose da dirsi, prima di partire per un lungo viaggio, che sarebbe poi diventato il suo lavoro..

.. Franci scendiiii... sono sottoo.. che si fa.. intanto solito giro, via per le nostre campagne a tutto cielo, che silenzio tra gli ulivi.. eh, eh.. la nostra erbetta.. e ora? Chissà se tornerai... quando ci rivedremo? boh.. poi una rosa.. che bella.. com'eri imbarazzato e io che non capivo, mi dici, ascolta.. penso a te in un modo strano, in un modo nuovo.. non so che farci.. però dovevo dirtelo.. poi hai alzato il volume..

L'ho risentita pochi minuti fa alla radio, così, per caso..

lunedì 7 luglio 2008

tango delle capinere

Magnifica sera d'estate rinfrescata da un vento sottile.. 
Fuori c'è Firenze e la notte.. Chissà per quale ragione, una strana canzone mi torna in mente: chi la ascoltava? Sarà stata la nonna, perché io ritorno bambina e lì nel suo giardino, comincia a far buio, dopo aver giocato tutto il giorno; ecco questa musica.. qualcuno canta..
Ecco il mio paesaggio, che profumo, sembra ieri.. 
Forse ora so perché non torno mai volentieri, perché non potrà più essere laggiù la mia casa..

lunedì 18 febbraio 2008

orecchiette che passione



A proposito di eleganza pugliese.. ecco cosa ha preparato franci per cena. Certo lo so, è ancora presto, ma si sa che alle sette ho già fame e comincio ad agitarmi. 

Per chi volesse cimentarsi:

orecchiette alle cime di rapa

400 g di orecchiette fresche, 600 g di cime di rapa, 3 acciughe, olio extravergine di oliva, 3 spicchi d'aglio (siamo pugliesi, ci piace!), peperoncino piccante, sale.

In una padella (meglio se antiaderente, linda e senza graffi, proprio come quelle di casa Capponi), mettere a soffriggere insieme olio, aglio e acciughe salate. In acqua bollente cuocere le cime di rape per circa 15 minuti, poi aggiungere le orecchiette. Scolare insieme pasta e rape e trasferire nella padella del soffritto: mescolare e magnare!

Non c'è nonna barese che non abbia passato il sabato pomeriggio a prepare orecchiette per i dieci invitati del pranzo domenicale. Ecco la nonna Stella, che apporta la variante del pomodoro, che non tutti accolgono. Strabiliante il bigodino.