a tutte le capponcine.. *_*
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lunedì 29 settembre 2008
domenica 14 settembre 2008
buona domenica
Con addosso una felpa extra-large rubata dall'armadio di chi ancora sgambetta a Saint-Tropez e stampata sul viso una di quelle maschere argillose che dopo venti minuti impediscono ogni mimica facciale..
Il rumore della pioggia.. Tra le mani una canzone di Giacomo da Lentini, costruita sulla lontananza.. In quanti modi si può immaginare di essere vicini..
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giovedì 11 settembre 2008
risvegli - parte seconda
..pensieri in ordine sparso, naturalmente, che è ancora presto e sto sorseggiando un buon caffè..
..stamattina realizzo che Giuli occhi blu è partita per davvero e mi ritrovo a sperare in gennaio; e poi certo sarebbe magnifico se Giorgi tornasse, ma di più se Giorgi, ovunque lei fosse, si innamorasse; e penso a Chipi, che sarà sempre la nostra pesciolina assorta, vicina e distante allo stesso tempo, imprendibile...e poi Lizzi, che al contrario è lontana ormai da un po' di anni, eppure sempre tremendamente in sintonia con le mie aritmie, in chiave con il mio destino: penso alle tempeste (alcune piacevoli?) che abbiamo attraversato negli ultimi mesi; ne siamo fuori (che paracule siamo...); questa canzone la dedico soprattutto a lei, perché spesso si parla di cicloni, di avventure, di ritorni, senza mai dimenticare la quiete, e quel sapore che può avere una lunga storia d'amore...
e a Sofi, che mi è sempre accanto, e per lei non trovo neanche le parole, al suo sorriso, che qualcosa nasconde, a quella sua stranezza vertiginosa.. (e dimmelo se sei stata tu a mandarmi quella benedetta rivista!)
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lunedì 1 settembre 2008
quel modo strano..
.. ricordo una mini sgangherata, un caro amico con la testa chissà dove, al di là delle nuvole.. e poi una sera come tante o forse no, una sera d'agosto e come sempre mille, mille cose da dirsi, prima di partire per un lungo viaggio, che sarebbe poi diventato il suo lavoro..
.. Franci scendiiii... sono sottoo.. che si fa.. intanto solito giro, via per le nostre campagne a tutto cielo, che silenzio tra gli ulivi.. eh, eh.. la nostra erbetta.. e ora? Chissà se tornerai... quando ci rivedremo? boh.. poi una rosa.. che bella.. com'eri imbarazzato e io che non capivo, mi dici, ascolta.. penso a te in un modo strano, in un modo nuovo.. non so che farci.. però dovevo dirtelo.. poi hai alzato il volume..
L'ho risentita pochi minuti fa alla radio, così, per caso..
.. Franci scendiiii... sono sottoo.. che si fa.. intanto solito giro, via per le nostre campagne a tutto cielo, che silenzio tra gli ulivi.. eh, eh.. la nostra erbetta.. e ora? Chissà se tornerai... quando ci rivedremo? boh.. poi una rosa.. che bella.. com'eri imbarazzato e io che non capivo, mi dici, ascolta.. penso a te in un modo strano, in un modo nuovo.. non so che farci.. però dovevo dirtelo.. poi hai alzato il volume..
L'ho risentita pochi minuti fa alla radio, così, per caso..
giovedì 21 agosto 2008
Manao Tupapau

Saranno le notti d'estate, quanti ricordi...
[...]
Ha un solo volto la malinconia.
Il pensiero ha per cima la follia.
E l'amore è legato al tradimento.
Ha un solo volto la malinconia.
Il pensiero ha per cima la follia.
E l'amore è legato al tradimento.
martedì 3 giugno 2008
viaggio d'inverno
Sono giorni strani, di studio e di pensieri, di ossessioni e di malinconie..
Non ho molto da raccontare, ma una poesia da condividere, che rigira in testa da giorni, di un poeta così fuori stagione, Attilio Bertolucci, forse un viandante della poesia; in quei versi l'inverno sta per finire.
L'estate sta per iniziare, eppure non è nelle mie corde. Sarà la pioggia, ma anch'io da un po' di giorni vorrei vagabondare, non so bene dove andare, eppure so che afferrerei una mano e mi lascerei portare via...
L'estate sta per iniziare, eppure non è nelle mie corde. Sarà la pioggia, ma anch'io da un po' di giorni vorrei vagabondare, non so bene dove andare, eppure so che afferrerei una mano e mi lascerei portare via...
Quant'è che piove?

Portami con te
Portami con te nel mattino vivace
le reni rotte l'occhio sveglio appoggiato
al tuo fianco di donna che cammina
come fa l'amore,
sono gli ultimi giorni dell'inverno
a bagnarci le mani e i camini
fumano più del necessario in una
stagione così tiepida,
ma lascia che vadano in malora
economia e sobrietà,
si consumino le scorte
della città e della nazione
se il cielo offuscandosi, e poi
schiarendo per un sole più forte,
ci saremo trovati
là dove vita e morte hanno una sosta,
sfavilla il mezzogiorno, lamiera
che è azzurra ormai
senza residui e sopra
calmi uccelli camminano non volano.

Portami con te
Portami con te nel mattino vivace
le reni rotte l'occhio sveglio appoggiato
al tuo fianco di donna che cammina
come fa l'amore,
sono gli ultimi giorni dell'inverno
a bagnarci le mani e i camini
fumano più del necessario in una
stagione così tiepida,
ma lascia che vadano in malora
economia e sobrietà,
si consumino le scorte
della città e della nazione
se il cielo offuscandosi, e poi
schiarendo per un sole più forte,
ci saremo trovati
là dove vita e morte hanno una sosta,
sfavilla il mezzogiorno, lamiera
che è azzurra ormai
senza residui e sopra
calmi uccelli camminano non volano.
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lunedì 28 aprile 2008
amore che vieni amore che vai
Non ho mai fatto grandi follie per amore, anzi sono sempre stata un po' diffidente coi maschietti, tanti amici e pochi fidanzati. É vero, ho perso la testa di rado, ma quando è successo: che dire ...
Ogni mese o poco più, da quasi sei anni oramai, ricevo un messaggio. Dopo la decisione di chiudere, perché troppo, troppo diversi; perché non si può amare e tradire o perlomeno, bisogna scegliere o permettere di scegliere a che gioco giocare; perché sono cresciuta accanto ad una grande donna che mi ha dimostrato che si può amare un uomo con sincerità e con passione e per tutta la vita e non ditemi, per favore, che erano altri tempi.
Ogni mese ricevo un messaggio che da un po' di tempo non mi fa più arrabbiare. Forse è solo un modo per esserci ancora, con discrezione; penso. O per non dimenticare.
Non ce ne sarebbe bisogno, davvero. Ma non cambia una virgola.
La nonna aveva senz'altro ragione.
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